Comune di Palomonte

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venerdì 17 novembre 2017 - ore 17.45
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Cenni Storici   freccia

Dall'uscita autostradale "Sicignano degli Alburni" si raggiunge il territorio di Palomonte, attraversato, nelle sue verdi colline, da numerosi corsi d'acqua che si riversano nel Tanagro. L'itinerario proposto si snoda attraverso alcune delle principali emergenze di rilevante interesse storico - artistico nell'area dell'Alta Valle del Sele ed inizia in prossimità della frazione "Bivio di Palomonte" (lasciata l'Autostrada Salerno - Reggio Calabria, con uscita a Sicignano degli Alburni) con la visita della chiesa di Maria Santissima di Sperlonga, così denominata perché eretta in prossimità di una grotta, documentata per la prima volta nel 1040.Al suo interno, recentemente, dopo la rimozione di un monumentale altare del 1930 e di una statua della Madonna col Bambino, sono venuti alla luce alcuni affreschi, databili intorno all'XI secolo raffiguranti S. Cosma, S. Saba e i resti dell'Ascensione della Madonna. Nel registro superiore è raffigurata la Madonna Odigitria, venerata a Costantinopoli ed in particolar modo dai monaci peregrini nel Sud dell'Italia.Questa scoperta molto importante testimonia la presenza nella zona, di insediamenti di monaci cenobiti di origine greca.A poco più di tre chilometri verso est, percorrendo la strada rotabile ottocentesca, il cui tracciato è di epoca molto antica, troviamo la chiesetta di S. Maria delle Grazie, a pianta rettangolare monoabsidata, sormontata da un modesto campanile a vela. Le pareti interne sono spoglie e prive di altari. L'unico affresco a noi giunto raffigura la Vergine col Bambino e sembra di fattura ed iconografia quattrocentesca; l'aspetto attuale del complesso è settecentesco, ma le origini restano incerte.Nel centro storico di Palomonte, quasi totalmente distrutto dal terremoto del 1980, troviamo l'ex Convento francescano dei Padri dell'Osservanza, costruito intorno al 1560. Degno di nota è il suo chiostro sei - settecentesco. Nel refettorio alcuni affreschi molto danneggiati rappresentano l'ultima Cena ed alcuni volti santi dell'Ordine. In cima al colle sorge la mastodontica e straordinaria chiesa Madre di Santa Croce con facciata e impianto settecentesco di epoca aragonese che ne fanno uno dei monumenti più belli di tutta l’alta valle del sele.

CHIESA SANTA MARIA DELLA SPERLONGA

Ai margini occidentali di Palomonte, verso le falde del maestoso Alburno, esisteva un antichissima strada proveniente da Sud, che nel Vallo di Diano penetrava nel Salernitano e proseguiva verso l'Italia centrale. In questo luogo è situato il complesso monumentale di "Santa Maria della Sperlonga" risalente tra il quarto-quinto secolo, e documentato per la prima volta nel 1040. Al suo interno, recentemente, dopo la rimozione di un monumentale altare del 1930 e di una statua della Madonna col Bambino, sono venuti alla luce alcuni affreschi, databili intorno all'XI secolo raffiguranti S.Cosma, S.Saba e i resti dell'Ascensione della Madonna. Nel registro superiore è raffigurata la "Madonna Odigitria", venerata a Costantinopoli ed in particolar modo dai monaci peregrini nel Sud dell'Italia. Questa scoperta testimonia la presenza nella zona d'insediamenti di monaci cenobiti d'origine greca che risalivano la penisola per sfuggire alle persecuzioni dell'Imperatore d'Oriente.Oggi la Chiesa è ancora in fase di restauro; e sarà presto adibita a museo.

 LUOGHI DA VISITARE:

 Complesso monumentale "Santa Maria della Sperlonga", un santuario risalente tra il quarto-quinto secolo;
"Chiesa Madre Santa Croce",caratterizzata da colonnati d'epoca Aragonese,con una bellissima facciata settecentesca.
"Chiesa Paleocristiana", risalente tra il quinto e settimo secolo, presenta colonne intarsiate alla cui base sono raffigurate dipinti di animali mitologici.
"Convento dei Cappuccini" costruito tra il 1582 e il 1602 dotato di un magnifico chiostro e due bellissime cappelle, intitolate a Santa Maria degli Angeli e a S.Giuseppe. L'edificio attualmente ospita il municipio.

CENNI STORICI

Il centro antico di Palomonte si distende sul fianco alto di una collina, ancora oggi non se ne conoscono le origini, secondo le notizie pervenuteci da Fra Giovanni Battista da Palo, si narra che un certo Siculo aveva fondato Palo e Saginara (Contursi) nel 37 a.C. , 459 anni dopo la fondazione di Tratulo, centro scomparso in prossimità del lago, ora prosciugato. Queste notizie basate su credenze popolari erano legate a delle leggende, l'unica testimonianza certa sta nel nome: Pal o Palo che è termine preindeuropeo col significato di "roccia", è noto che dopo l'unità d'Italia a "Palo" si aggiunse "monte", infatti fu chiamato Palomonte con un decreto di Vittorio Emanuele II nel 1862, per distinguerlo da altre località che avevano lo stesso nome.

 


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